Unmoored first reviews

http://www.thedarkesthours.com/

Progressive death metal with a Swedish melodic touch. That's how I would describe Indefinite Soul-Extension, the third album of the trio Unmoored. Definitely, this album is deep and true. Marvellous guitar solos rising between brutal and melodic tempos surmounted by well-placed violin and keyboard parts in a perfect blend of death growls and clean vocals. Maybe they haven't re-invented their style, but at least, they've restructured it. Indefinite Soul-Extension's got a little plus than the melodic blends that we are used to. Christian Älvestam clean vocals - in the same vein of Dan Swanö and Mikael Åkerfeltd - transports us in a really amazing cozy mood. This is particularly happening while listening to the last track, "Final State Part III", where the beautiful chant is reinforced by the acoustic intro and the languorous and enchanted plaint of the electric guitar. This band, formed with young talented musicians, is definitely entering in competition with the Swedish's most famous. Don't forget their name 'cause, somehow, Unmoored is going to be huge.

95/100Isabelle
 
www.metalmaniacs.it

Unmoored - Indefinite soul extension
Etichetta: Code666 Rec./Audioglobe


Recensione a cura di: Luigi "gino" Schettino

Ammetto che il primo ascolto della terza fatica degli Unmoored mi ha lasciato molto perplesso, ma allo stesso modo ascolto dopo ascolto le perplessità sono venute meno. In effetti la proposta della band svedese spiazza per la varietà di riferimenti ed influenze con cui travolge l'ascoltatore appena premuto il tasto play del lettore. La definizione più adatta per la musica degli Unmoored è swedish extreme metal, e non poteva essere altrimenti visto che il disco è stato registrato agli Abyss Studios da sua maestà Peter Tagtgren. Ci troviamo di fronte a canzoni che hanno tutte una struttura abbastanza elaborata e prolissa nelle quali, come in un maelstrom, si fondono riffs thrash, ferocia death metal e accelerazioni in pieno stile black metal. Ma chi crede che sia tutto qui si sbaglia di grosso. Gli Unmoored sono degli abili alchimisti capaci di far convivere in canzoni dalla struttura succitata una verve progressiva e melodica non indifferenti, con assoli talora di stampo heavy classico e talora pieni di scale velocissime come nella più pura tradizione prog/power. Gli Unmoored si servono anche di una seconda voce pulita che da vita ad un contrasto piacevole con il growler inferocito (ascoltate "Leave-Taking" o "Phase Of Revulsion" per rendervene conto). Talora sono presenti perfino cori epici ed il tutto lascia sovente spiazzato, anche a causa dei frequenti e repentini cambi di ritmo, o forse dovrei dire d'umore. In "Morndraper" possiamo ascoltare una song molto brutale e tirata, uno schiacciasassi come solo i Marduk sanno essere, mentre "Cinders Veil" è tutta giocata sull' alternanza assalto cieco/momento melodico. Forse il limite maggiore di questo disco è quello di voler fondere troppe cose insieme, risultando talvolta ostico alle orecchie, ma per quel che mi riguarda vi posso, come già detto in apertura, assicurare che dopo qualche ascolto ci si fa l'abitudine ed il disco fila via che è un piacere. Gli Unmoored hanno il pregio di avere osato senza strafare e forti di sicure qualità tecnico-compositive. Il disco si chiude con una splendida ballad che spiazza ancora di più, "Final State Part III". La song è davvero stupenda, con un arpeggio di chitarra epico ed una melodia progressiva e malinconica. La song chiude in modo degno un disco più che buono. Onore alla Code666 che ha saputo scovare un'altra ottima band.

Voto: 8
 
Quintessence.sh

Unmoored
Indefinite Soul-Extension
Code666


Unmoored is a band that was unknown to me, so when I put the CD in the player I didn`t have any idea what to expect. But as soon as the album started I was blown away. Hell yeah, this is how Swedish Death Metal sounds. Unmoored reminds me of the early Hypocrisy, In Flames and even a touch of Grave. Opening song "Unspeakable Grief" hits my room like a first class grenade and only leaves chaos and destruction. Full speed ahead is what this song`s all bout. Remarkable about this song is that there are, besides the death metal grunts, clean vocals present too. Think about the way Soilwork uses them. The second song "Commit To the Fire" starts slow and increases to mid-tempo after a while. Again the clean vocals are present. The following 5 songs continue the same way. A mixture of mid-tempo and blast parts with diverse vocals supported by great technical riffs. The last song "Final State Part 3" is a bit different however. The song starts with acoustic guitars, but soon flows over in E-guitars. They keep the melody however. Due too the clean vocals this song reminds me about Opeth. The album was produced by Tommy Tagtren at the Abyss Studio. Some people will complain about the sound of course. They`ve heard it before, it sounds the same, but fuck you. It still blows the dirt out of your ears. So if you want a brutal, but diverse sounding death metal record, stop searching and buy this one.



André


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Questo trio svedese è giunto all'importante crocevia del terzo album, eppure sembra un gruppo di illustri sconosciuti, anche se per una volta la colpa non è della superficialità di una buona fetta di quegli ascoltatori oziosi che mai vanno alla ricerca di qualche gruppo interessante di non eccelsa fama. Gli Unmoored hanno registrato per la casa discografica orientale Pulverised Records la cui distribuzione sguazza soltanto nell'inferno dell'underground più profondo, ed ecco allora la Code666 che con un colpo di genio va a pescare dal cilindro un asso di cuori che ben presto saranno in molti ad invidiare. Si inizia dall'artwork sublime che introduce al capolavoro intitolato "Indefinite Soul-Extension", un quadro di emozioni, ricordi che portano in vita eventi della propria vita abbandonati nei confini della memoria e che ora ritornano a rivivere in un turbinio di immagini, suoni, pensieri che vengono cullati dalla musica ritmata, martellante, riflessiva degli Unmoored. Il lato tempestoso del gruppo è dato dalla potente vena death metal presente in tutto l'album; un death metal a metà strada tra quello americano, ma che deve anche qualcosa alla scuola svedese che gli Unmoored hanno frequentato. "Leave-Taking" è una lezione di come le due correnti musicali possano trovare un punto d'incontro compenetrandosi, fondendosi in modo naturale e spontaneo. L'esecuzione dei brani è impeccabile, la registrazione da applausi perché finalmente le chitarre sono pompate quanto il genere pretende; la batteria picchia duro senza togliere potenza e scena a nessuno, e senza possedere suoni improbabili. Una voce growl molto potente e sofferta contribuisce ad avvilire l'ascoltatore che si ritrova a subire tanta violenza così precisa, così meccanica. L'influenza del death svedese si sente soprattutto per il buon gusto per la melodia che qui, per fortuna, non è mai eccessiva. In "Phase Of Revulsion" le ritmiche schiaccianti macinano note su note, sputano architetture musicali possenti. Tutto nella normalità, dirà qualcuno, a ragione. Sì, ma su questo carroarmato sonoro gli Unmoored hanno la genialità di dipingere sentimenti e fantasia. Dalla tempesta si giunge all'occhio impenetrabile del ciclone, la calma divampa spontanea e avvolge, stordisce, spinge verso una dimensione altra, superiore. Calamita sonora che attira la vostra anima, la parte riflessiva presente in quasi ogni canzone dell'album ha lo scopo di elevare i vostri sensi. Il vostro animo, giunto nella dimesione astrale, subirà maggiormente la brutalità sonora degli Unmoored e sarà costretto ad una danza nevrotica, e potrà godere dell'estasi quando le parti riflessive e pacate della band svedese lo culleranno. Dall'opener "Unspeakable Grief" alla già citata "Leave-Taking", quando gli Unmoored irrompono con il cantato pulito vengono sempre i brividi. Cambiano le sensazioni, l'anima si estende in tutta la sua ampiezza e diventa ricettiva a tutti gli impulsi malinconici dettati dagli Unmoored. Ritornano le visioni della vita vissuta, ricordi belli e brutti tutti egualmente fondamentali nella costruzione di un'anima che sta ora dando un senso più profondo a se stessa. La summa di tale azione maieutica è il capolavoro "Cinders Veil". Molto intelligente l'uso saltuario di synth in pieno stile Nocturnus dell'esordio. In "Spit Forth From Failure" un suono sinistro vi immobilizzerà come il canto di una sirena. Gli Unmoored vi inchiodano allo stereo con classe, regalandovi momenti sublimi. Gemma finale, l'emozionante "Final State Part III", un tocco in stile Opeth, in cui la tranquillità ruba lo scenario alla violenza, in cui gli arpeggi introducono un sogno che si spera possa non finire mai. La fabbrica dei sogni per il vostro spirito ha completato il ciclo, l'evoluzione del death metal ora ha un nome.
 
LEGACY

UNMOORED
?Indefinite Soul-Extension?
(Code666)
Teufel noch mal, was für eine imposante Weiterentwicklung! Hatte ich ihre beiden Vorgängeralben noch als zwar schnell gespielte, jedoch völlig durchschnittliche Polter-Death Metal-Werke in Erinnerung, so haben diese Schwindel erregend gut gewordenen Schweden nun einen gehörigen kompositorischen Zacken zugelegt. Und zwar so, dass einem fast schwindelig wird. Was immer also weder ?Cimmerian? aus dem Jahr 1999, noch dessen 2000er Nachfolger ?Kingdoms Of Greed? bieten konnte ? ?Indefinite Soul-Extension? hat es. Und zwar faustdick. Ihre Pause hat dieser nun erstmals so richtig begeisternden Band ja so gut getan, sie scheinen lebendiger denn je zu sein. So wollte ich ihre Musik seit jeher haben und als hätten sie dies geahnt, brillieren UNMOORED nun hier mit triumphaler Klasse. Immer wieder urplötzliche Gänsehaut und knisternde Schauer auslösende Melodik, deren epische Einprägsamkeit überaus eingängige Züge aufweist, durchzieht dieses dritte Album von vorne bis hinten. Doch wer nun meint, das wiedergekehrte Power-Trio hätte an spielerischem Biss und Verlangen nach Härte verloren, ist vollkommen auf dem Holzweg.
Wodurch ?Indefinite Soul-Extension? aber wiederum mit keinerlei Defizit an Abwechslungsreichtum gleichzusetzen ist, einer solch spannenden und dramatisch guten Wahnsinnsscheibe hat man sein Gehör lange nicht mehr geschenkt. Heroisch einfühlsame, aufwühlende Klargesangsparts sind auf diesem Drittwerk nämlich ebenso mit dabei wie haufenweise technische Kunststücke. UNMOORED brennen auf ihren acht neuen Stücken ein wahres Monumentalfeuerwerk an entfesselt orgiastischer Spielfreude und schier unbremsbarem Enthusiasmus für die gespielte Stilistik ab. Das hocherhabene und zeitlos schön dargebotene Gitarrensolo des sechsten Songs, ?Cinders Veil? muss man gehört haben, abartig genial. Selbiges gilt für Track Nr. sieben, ?Spit Forth From Failure?, dessen herrlich atmosphärisch wabernde Tastenarbeit von immensem Reiz ist ? um nur zwei Beispiele für die neuzeitlich haushoch überlegene Relevanz dieser Ausnahmeband zu nennen. Der weit auslaufende Funkenflug an mitreißendem Songmaterial ist von blendender Wirkung ? einige flogen gar bis vor die Tür des Abyss-Studios zu Altmeister Peter Tätgren. Der entstaubte nachfolgend erneut sein in letzter Zeit mit Spinnweben überzogenes Mischpult und schaltete wieder mit aller Begeisterung den Strom dort an. Begeisterung, die ich mit ihm vollauf teile. Und die Regler wurden solange gedreht, bis eine entsprechende Mörderproduktion im Kasten war. Ein überaus wertvolles Hammeralbum, welches bei richtiger Anwendung lebensverlängernd wirken kann.

Markus Eck

14 Punkte
 
http://www.vampire-magazine.com/reviews.asp?id=2255



I remembered UNMOORED from the Code666 label sampler "Better Undead Than Live", being a band that was "different" than most other bands on the label. With keyboard-enriched Death Metal they set themselves apart from the mostly Black Metal bands on the label. The Swedish trio already exists for about 10 years now, and "Indefinite Soul-Extension" is their newest album, following two earlier full length discs (both on Pulverised Records), three demos and a promo. This is also the first official release with the new line-up of founder Christian Älvestam with Henrik Schönström and Tomas Johansson.

From what I remembered of the track on the label sampler, was that UNMOORED plays brutal Death Metal. But after a first thorough listening of the CD I realised I had either lost my mind or the band quite changed their style, as the music on "Indefinite Soul-Extension" is much more than just brutal Death Metal. It's actually not all that brutal, but more a mix of melodic, progressive and aggressive Death Metal. Considering there are both growls and (excellent) clean vocals, plus the addition of background keyboards, the music of UNMOORED is quite a challenging listening experience. This is not in the least by the at times relatively complex structures of the songs. Maybe it is also because of the different expectations I had before hearing this album, but it totally blew me away! “Unspeakable Grief” is the perfect beginning of a flawless record, harbouring all the elements of the UNMOORED sound, starting almost like Thrash Metal with some more brutal parts and having awesome breaks, a great solo and spooky keyboards. As I indicated before, the clean vocals are really extraordinary: They have a lot of emotion put in them, and they are also not just used in the softer parts, but even stronger when the pace of the music is still relatively high. Mentioning a track that stands far above the rest is simply not possible: no fillers, just killers!

Whether “Indefinite Soul-Extension” deserves an award for originality is not really relevant, the music of UNMOORED has something for all fans of any type of Death Metal. As this album leans over to the more melodic side of Death Metal I will qualify this amongst the two best CDs in that genre released this year, along with the great debut of MORS PRINCIPIUM EST.
 
http://www.beyondwebzine.com

" Indefinite Soul-Extension " est un album génial et pourtant j'aurais pu ne jamais entendre parler de ce groupe. Les deux premiers albums (" Cimmerian " et " Kingdoms Of Greed ") enregistrés par ce trio suédois sont sortis sur (le pas trop bien distribué) Pulverized. Autant dire que j'étais passé à coté de ces deux premiers opus. Les choses vont certainement s'arranger avec ce troisième album (puisque Unmoored a signé chez les Italiens de Code666). Pourtant on ne peut pas dire qu'" Indefinite Soul-Extension " arrive au bon moment. Une des priorités du label d'Ancône : Konkhra vient de sortir l'important " Reality Check " et il y a fort à parier qu'une grosse partie du budget promo du label a été engloutie par cet album. Comme je le disais, " Indefinite Soul-Extension " est un sacré bon album ! Enregistré au cultissime Abyss et produit par T. Tagtgren, Unmoored a mis tous les atouts dans son jeu pour s'imposer comme une valeur sure du renouveau du Death Metal suédois. Death Metal mélodique fortement axé sur les parties de guitares et sur les vocaux originaux, Unmoored peut se concevoir comme un Edge Of Sanity moderne. " Commit To The Fire " ou " Cinders Veil " sont la suite logique de ce que Dan Swanö composait à l'époque de " Purgatory Afterglow " ou " The Spectral Sorrow "?le tout survitaminé à la puissance 10. En un mot comme en cent, " Indefinite Soul-Extension " est un album que tout fan de Death Metal suédois se doit de posséder ou à tout le moins d'avoir écouté au moins une fois. De mon coté, je pars combler de grosses lacunes et je vous reviens après m'être procuré les deux premières réalisations d'Unmoored.
Georges
 
www.maelstrom.nu

review by: Roberto Martinelli
In our reviews, we at Maelstrom sometimes refer to albums as being good "driving music." There?s a connotation that the tag means the album is somehow inferior: that being in a car, with all its various stimuli to distract one from the lack of such from the album, is the only way to enjoy the music. Not so.
Personally, I know I tend to enjoy music most when I?m in transit. Some of the most meaningful listening experiences I have are consistently when I?m walking around outside with my favorite headphones or I?m driving with a CD on. So when I say Unmoored?s Indefinite Soul-Extension is great driving music, that?s something to take note of.
This praise is especially true when you consider that the Unmoored is great music to have on when driving the majestic Pacific Coast Highway, which runs along the coast of California. The stretch of highway from San Luis Obispo to Half Moon Bay is hundreds of miles of thrilling, windy roads and spectacular, unspoiled vistas of ocean and cliffs. Roll the windows down while you shift gears through the serpentine road; and when you come around a corner or the lip of a hill and all you can see is a creamy blue sky, it feels like you?re flying.
Unmoored?s Swedish brand of death metal speed was a great album to have on for the experience. As far as the seemingly endless, quality melodic death metal records that Sweden puts out every year, Unmoored is in the higher echelon. The music sounds hungrier and fuller, and they avoid a lot of the rehashed trappings of the Swedish sound.
But what really makes the record are the clean vocals. A lot like Opeth?s clean stuff over that band?s last three albums or so, but less feminine and sensitive and more soaring and powerful, while still retaining the pretty feel. The vocals are sung about 1/4 of the time, and are always inserted tastefully and generally for choruses. But you get plenty of brutality with blast beats, spirited riffs and heavy metal soloing.
So did the surroundings of the California Coast affect the impression of Unmoored? Probably, but the opposite was also true. And listens to Indefinite Soul-Extension while waiting for our mom in the parking lot of the grocery store also proved Unmoored?s latest record to be a pretty great one. (8.5/10)
 
http://www.hmportal.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1980

Gli svedesi (e cos'altro?) Unmoored non si sono fatti mancare veramente nulla per il loro terzo album. Accasatisi presso la nostrana Code666, i nostri si rivelano una delle band più convenzionali del roster a cui appartengono. Swedish death (e cos'altro?) è la definizione chiave, che è possibile tramutare in Swedish extreme metal grazie ad influenze ed inserzioni molteplici che ben rappresentano la filosofia tuttologa della band. Partendo dallo strumento simbolo della cultura metallica si possono rilevare impronte chitarristiche di diversa estrazione, dalle sfuriate black di Leave-Taking alle ritmiche thrash di Cinders Veil o addirittura a sorprese acustiche, soffermandosi in particolare sui classici riff figli di una scena che non ha intenzione di lasciarli cadere nell'oblio (cfr. Commit To The Fire). Non si può comunque di certo pensare che le impronte delineate coprano ciascuna una traccia nella sua interezza, sono infatti i cambiamenti, addirittura stravolgimenti, di stile che permettono di buttare nella pentola anche il termine progressive, ben distinguibile anche nel tocco melodico di alcuni allunghi (cfr. Phase Of Revulsion), sovente associati a quell'elemento imperdibile per tutti i prodotti più cool sul suolo svedese che sono le clean vocals. Riferendosi dunque una volta agli In Flames, una volta a cori più angelici, una manciata di cori limpidi sono alternati a growl di buon impatto, sostituiti per una volta addirittura da estemporanei violini, probabilmente l'unico elemento che fa varcare la fatidica soglia ad un prodotto che fa della riduzione totale dei rischi il proprio rischio principale. È dunque ormai manifesto come tutto il resto dei convulsi affastellamenti stilistici risulti accettabile, a dire il vero gradito/evole non di rado, considerando che un lavoro del genere non risulta né tecnicamente, né concettualmente semplice. La buona ideazione e, soprattutto, l'enorme impatto realizzativo di un prodotto fucking loud (yeah!) permettono dunque di soprassedere a questioni esistenziali più profonde.
 
holymetal.it

Attivi da dieci anni e con due dischi ufficiali alle spalle gli svedesi Unmoored compiono un notevole salto di qualità dando alle stampe questo Indefinite Soul-Extension che dà notevole linfa alla scena svedese, ultimamente atrofizzata e sempre più dedita all'autocelebrazione piuttosto che pensare ad una formula nuova. Non che gli Unmoored siano i salvatori della patria, ma se non altro hanno dalla loro una freschezza compositiva non facile da riscontrare ultimamente e partendo da una classica base swedish death allargano i loro confini musicali contaminando il proprio sound con parti più black e in alcuni casi più heavy. Ciò fa sì che gli otto brani, nonostante la lunghezza consistente (a parte Morndraper tutti gli altri superano i cinque minuti) non risultino mai noiosi pur mantenendosi sempre piuttosto omogenei l'uno con l'altro.

Questo si deve anche grazie alla versatilità dei chitarristi, abili a spaziare tra i classici riff tritaossa tipici del death metal più furioso fino ad arrivare, in Final State Part III a comporre un brano al limite della ballad, tutto cantato con voce pulita e con un assolo finale molto malinconico.

A proposito della voce, se il growl risulta sufficiente ma non particolarmente eccezionale è invece ottimo l'utilizzo delle clean vocals, molto simili a quelle usate da Vortex prima nei Borknagar e poi nei Dimmu Borgir, due band con cui gli Unmoored mantengono punti di contatto anche nell'uso delle tastiere (molto meno imponenti ma comunque evocative). Il tocco finale è dato dalla produzione targata Abyss Studios, con i suoni nitidi e le chitarre in primo piano, dal suono potente ma mai impastato. Gli otto brani, come detto, si mantengono tutti su standard qualitativi più che buoni, senza picchi di qualità assoluta ma senza mai cedere per un istante ; tra i più riusciti si devono senza dubbio segnalare Cinders Veil, che racchiude in sei minuti tutte le influenze della band, passando dal death al thrash arrivando al black e all'heavy con un ritornello che appare letteralmente dal muro granitico di chitarre e sorprende per la sua melodia, ma anche Phase of Revulsion, che riporta alla mente gli In Flames sia nell'uso della voce sussurrata che nel riffing, epurato dalla reminescenze folk che caratterizzavano i primi lavori della band di Friden.

Molto interessante anche Spit Forth From Failure, un brano che va a pagare l'immancabile tributo agli At The Gates ma che grazie al sapiente uso delle tastiere riesce ad assumere una dimensione nuova, diversa dal classico pezzo swedish death e più inquietante come atmosfera, prima di concludere il disco con l'inaspettata Final State Part III, che pare uscita direttamente da un album degli Opeth (a tratti ricorda Face of Melinda).

Tra i punti deboli del disco invece, oltre al growl un po'monocorde (fortunatamente intervallato spesso da clean vocals) troviamo un paio di pezzi meno ispirati come Morndraper, blando pezzo death senza particolari spunti e che si avvicina alle sonorità dei Myrkskog e la cadenzata Commit To The Fire che non si lascia ricordare per spunti interessanti, navigando nell'affollato mare delle uscite death-thrash dell'ultima generazione ed infine un artwork anonimo e non troppo accattivante.

Resta comunque l'impressione che il cammino intrapreso dagli Unmoored possa portarli a diventare una delle band più interessanti uscite negli ultimi anni in Svezia, visto che personalità e doti tecniche non mancano sicuramente.

Voto : 7.5
 
http://www.metalwillneverdie.net/rece/unmoored_indefinite.htm

Ricordo Unmoored per il pregevolissimo debutto Cimmerian, impeccabile esercizio di fusione tra swedish death, thrash e velate influenze heavy metal impreziosito dalla fangosissima produzione di un Tomas Skogsberg semplicemente stellare (personaggio, è bene ricordarlo, di rara coerenza ed eccezionale bravura nel riuscire a far suonare sporco e grezzo praticamente qualsiasi disco); ora ritrovo la band in coabitazione con Tommy Tagtgren, praticamente l?esatto opposto di Skogsberg in termini di intenti e attitudine, ma la formula, nonostante una pulizia del suono a tratti eccessiva, non cambia. Il tributo che Unmoored pagano all?era aurea di Edge Of Sanity dell?asse Nothing But Death Remains / Unhortodox continua a essere decisamente alto, ma Indefinite Soul-Extension, nonostante un titolo vagamente pretenzioso che potrebbe rimandare alle terrificanti masturbazioni mentali di Solefald, rimane comunque un onestissimo disco di swedish death come non se ne udivano da anni, onesto, ben scritto e ben eseguito, sanguigno e coinvolgente; la contaminazione con inserti melodici e l?inserimento di parti atmosferiche aiuta a diversificare gli otto momenti dell?atto, raggiungendo il risultato migliore nell?eccellente Final State Part III, ballad da pugni stretti e groppo alla gola che arriva a ricordare i Testament di, ehm, The Ballad e certe escursioni nella pura emotività che si respirano nei momenti più lucidi di Die Apokalyptischen Reiter! Nel complesso nulla di nuovo, ma il disco è ben fatto e si ascolta con piacere, tanto da poter diventare più di un acquisto obbligatorio limitato ai soli habitue del genere.

Dragone Nervoso

VOTO: 7
 
past and present music

Unmoored; Indefinite Soul-Extension
Code666

Sometimes you just expect the good death metal albums to come from the bigger labels, but I?ve been pleasantly surprised by Code666?s bands at times, and Swedish Unmoored was another pleasant surprised. Especially track one, which is everything a quality death metal track should be. It?s has got a melodic vibe going, not too unlike a lot of those Swedish bands, but only speeded up a notch or two. Then there?s a brutality only bands from Poland seem to be in possession of these days. There are some cool, psychedelic keyboards in there as well, and finally some just as cool melodic singing. The rest of the album isn?t that extra-ordinary, but still quite good. Actually, it?s so good that I can?t quite make my mind which album I like better ? this one, or the new The Crown CD.