"BETTER UNDEAD THAN ALIVE" - Compilation - first reviews

Le compilation di etichetta sono una di quelle produzioni che mi fanno sbadigliare dopo pochissime canzoni. O sono gratis e a scopo promozionale, e allora va bene, ma far spendere dei soldi alla gente per ascoltare pezzi raccattati qua e la`, magari gia` pubblicati in altre occasioni, non mi sembra il massimo della correttezza.

Code666 esula da questo antipatico luogo comune. Due dischi di durata eterna piu` un succoso bonus video ad un prezzo speciale non sono certo un furto. E questo senza contare che NESSUN pezzo della compilation e` mai uscito su qualche altro album. Ci sono i pezzi inediti, ci sono i remix, i remaster e gli advance tape, ma tutto e` nuovo almeno nella forma, e giustifica pienamente il prezzo della release.

Sono presenti piu` o meno tutte le bands della Code666, a rappresentare stili e qualita` di musica diverse. Ci sono gli Aborym con "Digital Goat Mask", un rough mix di un pezzo dell`imminente (e devastante) "With No Human Intervention", insieme al remix di uno degli highlights di "Fire Walk with Us!", cioe` "Love the Death as the Life", ora rivisitata in chiave techno. Ci sono i loro concittadini Void of Silence, autori dell`intro e dell`outro della compilation, un gruppo geniale che ha aperto nuovi orizzonti al gothic-doom e che spero si fara` risentire presto; ci sono i torinesi Thee Maldoror Kollective, presenti con un remix e un pezzo inedito, entrambi di elevata qualita`. A chiudere la sezione italiana troviamo i neoiscritti Handful of Hate con un pezzo nuovo, a dire il vero sempre ancorato agli schemi svedesi che la band toscana dice di fuggire come la peste per poi saccheggiare, e gli ex eccellenti Ephel Duath con un remix.

Si continua con i Diabolicum e i Bloodshed, entrambi presenti con remix che non aggiungono molto alle versioni originali, e con le prove un po` scialbe della zona bassa della Code666, composta da Enid, Rakoth (le melodie epiche di queste due bands incominciano ad annoiarmi) e Negura Bunget. Le novita` si chiamano invece Atrox (ottimo il pezzo inedito), Unmoored (un po` troppo svedesi ma ascoltabili) e Manes (tornati con un pezzo sperimentale che non mi ha esaltato granche`).

Ma in generale la qualita` di "Better Undead than Alive" e` molto elevata, basti solo pensare alla prova stupefacente degli Aghora (davvero geniali, e` stato un piacere ritrovarli). Chi avrebbe mai scommesso sul fatto che qualcuno trovasse il capitale, il fiuto e soprattutto la voglia di creare un`entita` come la Code666 in Italia? Il plauso e i complimenti ad Emiliano ci stanno tutti: "Better Undead than Alive" e` il suo trionfo: continua cosi`. (6/2/03)
(kronic)
 
http://www.metal-inside.de/dyn/review.jsp?id=2043
Das italienische Code666 mag nicht jedem bekannt sein und auch bei uns gibt
es erst seit kurzem über ihr Material zu lesen. Da passt es doch beinahe
perfekt, mit "Better Undead Than Alive" einen Überblick über das
apokalyptische Treiben der Italiener zu erlangen. Code666 haben eine Riege
von Bands um sich geschart, die das Ende der Welt musikalisch zelebrieren,
bei denen Songs geschrieben werden als könnte es der letzte sein. In
düsterem Wechsel zwischen Black Metal, Industrial, Avantgarde und folkigem
Anstrich verzieht sich selbst das Sonnenlicht am helllichten Tag die meiste
Zeit. Für den Death/Black Metal sind die derben Aborym, Negura Bunget,
Bloodshed, Ephel Duath oder Unmoored zuständig. Diabolicum und Thee Maldoror
Kollektive schlagen die Brücke zum Industrial (Black) Metal und grade
letztere gefallen mir ausgesprochen gut ("Xaos DNA Released")! Rakoth, Enid
oder Atrox klingen in diesem Zusammenhang sanfter und traditioneller und
fast unwirklich unter all dem derben Schwarzmetall. Void Of Silence haben
sich als Meister ihres Fachs bei der Vertonung des Untergangs bereits mit
"Criteria Ov 666" prädestiniert. Und auch wenn ich die Aussage des Titels
nicht teile so wünsche ich doch viel Spaß mit diesen beiden CDs! Die CDs
enthalten darüber hinaus auch Unmengen an Multimediastuff wie Bilder, MP3
und Infos. Das Booklet ist dick und enthält kurze Infos zu allen Bands -
ach, und hatte ich erwähnt dass alle Tracks entweder remastert, bisher
unveröffentlicht oder remixed sind? (dod)
--
(metal-inside)
 
Originally posted by Michele/Xyphias
Le compilation di etichetta sono una di quelle produzioni che mi fanno sbadigliare dopo pochissime canzoni. O sono gratis e a scopo promozionale, e allora va bene, ma far spendere dei soldi alla gente per ascoltare pezzi raccattati qua e la`, magari gia` pubblicati in altre occasioni, non mi sembra il massimo della correttezza.

Code666 esula da questo antipatico luogo comune. Due dischi di durata eterna piu` un succoso bonus video ad un prezzo speciale non sono certo un furto. E questo senza contare che NESSUN pezzo della compilation e` mai uscito su qualche altro album. Ci sono i pezzi inediti, ci sono i remix, i remaster e gli advance tape, ma tutto e` nuovo almeno nella forma, e giustifica pienamente il prezzo della release.

Sono presenti piu` o meno tutte le bands della Code666, a rappresentare stili e qualita` di musica diverse. Ci sono gli Aborym con "Digital Goat Mask", un rough mix di un pezzo dell`imminente (e devastante) "With No Human Intervention", insieme al remix di uno degli highlights di "Fire Walk with Us!", cioe` "Love the Death as the Life", ora rivisitata in chiave techno. Ci sono i loro concittadini Void of Silence, autori dell`intro e dell`outro della compilation, un gruppo geniale che ha aperto nuovi orizzonti al gothic-doom e che spero si fara` risentire presto; ci sono i torinesi Thee Maldoror Kollective, presenti con un remix e un pezzo inedito, entrambi di elevata qualita`. A chiudere la sezione italiana troviamo i neoiscritti Handful of Hate con un pezzo nuovo, a dire il vero sempre ancorato agli schemi svedesi che la band toscana dice di fuggire come la peste per poi saccheggiare, e gli ex eccellenti Ephel Duath con un remix.

Si continua con i Diabolicum e i Bloodshed, entrambi presenti con remix che non aggiungono molto alle versioni originali, e con le prove un po` scialbe della zona bassa della Code666, composta da Enid, Rakoth (le melodie epiche di queste due bands incominciano ad annoiarmi) e Negura Bunget. Le novita` si chiamano invece Atrox (ottimo il pezzo inedito), Unmoored (un po` troppo svedesi ma ascoltabili) e Manes (tornati con un pezzo sperimentale che non mi ha esaltato granche`).

Ma in generale la qualita` di "Better Undead than Alive" e` molto elevata, basti solo pensare alla prova stupefacente degli Aghora (davvero geniali, e` stato un piacere ritrovarli). Chi avrebbe mai scommesso sul fatto che qualcuno trovasse il capitale, il fiuto e soprattutto la voglia di creare un`entita` come la Code666 in Italia? Il plauso e i complimenti ad Emiliano ci stanno tutti: "Better Undead than Alive" e` il suo trionfo: continua cosi`. (6/2/03)
(kronic)


:cool: :cool: :cool: :cool: :cool:

ehm...

:) :) :) :) :)
 
Bands: Void of silence, Aborym, Diabolicum, Thee Maldoror Kollective, Rakoth, Bloodshed, Enid, Negura Bunget, Handful of hate, Ephel Duath, Aghora, Atrox, Manes, Unmoored, Abortus
Professionale, avanguardistica, stravagante, coraggiosa, lungimirante, estremamente originale e intrigante…tutti aggettivi che calzano a pennello alla Code666, label che io personalmente adoro, e di cui fin dall’inizio ho seguito il discorso discografico, con rinnovato interesse release dopo release. Per chi non lo sapesse, questa signora etichetta è italiana, e ciò non può che essere motivo di vanto e orgoglio per l’audience metal nostrana. Lungimirante dicevo, coraggiosa, lo ripeto: la Code666 è una label ricercata, sofisticata, proiettata nel futuro grazie a bands quali Aborym, Ephel Duath, Thee Maldoror Kollective, Manes, e nello stesso tempo profondamente radicata in un passato fatto di tradizioni folk e mitologie ancestrali, grazie a bands accattivanti quali Rakoth, Negura Bunget, Enid… Certo, non mancano anche in questo caso episodi discografici più deboli: bands come Abortus e Bloodshed sfigurano un po’ accanto ai compagni di etichetta… In ogni caso, se non possedete ancora nulla targato Code666…è arrivata l’ora di rimediare e decidervi a colmare la lacuna: questo succosissimo doppio cd (a prezzo di uno: mica poco in tempi di carestia come i nostri!) autocelebrativo fa proprio al caso vostro! Sarebbe una grave pecca perdersi delle perle di stravagante e bizzarro splendore partorite da bands a dir poco originali quali Ephel Duath, Rakoth, Atrox (schizo metal!), Enid… solo per fare qualche nome. La Code666 è una delle poche labels (insieme alla sempre italianissima Avantgarde music) capaci di scovare - non so dove - gruppi di altissimo livello, che puntualmente sfornano dischi di qualità sopraffina! Bene, questo “Better Undead Than Alive” è la lampante conferma di quanto detto fin’ora. Lungi dal risultare il solito best of promozionale dell’ennesima casa discografica, Better… nasce con l’intento di essere “the first Code666 soundtrack”, una vera e propria colonna sonora, che esprima la continuità di spirito che lega tra loro bands a prima vista così differenti: “amiamo l’idea che tutte le nostre bands, anche se molto diverse tra loro, siano in qualche modo legate insieme da un invisibile forza…Code666 è quella forza”. Se poi siete già degli estimatori, e magari possedete ogni release partorita dalla Code666, allora questo doppio cd è davvero imperdibile, tanto è abbondante ed esclusivo il materiale proposto. Ben 24 brani di cui ben 12 unreleased tracks, e, tra le restanti songs, nessuna - dico, nessuna! - album version: tutte sapientemente rimasterizzate! Qualche nome? Un danzereccio remix di “Love the death as the life” degli Aborym, brani inediti di Rakoth (band assolutamente da rivalutare!), Enid, Atrox, Negura Bunget… E non basta! Nell’esclusiva traccia multimediale presente nel secondo cd, oltre a info sulle bands, bio, discografie, foto ecc, troverete una completa live performance degli Aghora in mp3, un gustoso remix degli Ephel Duath, un video inedito (girato sui Carpazi) dei transilvanici Negura Bunget, e, udite udite, un gioco segreto che darà al vincitore il diritto a ricevere a casa GRATIS ogni release passata, presente e futura della Code666! Accorrete…
Voto: 8

(metal maniacs.it)
 
Che la Code666 fosse un'etichetta con i controcazzi queto già lo sapavevamo tutti e questa loro raccolta lo dimostra in pieno. Sarebbe stato facile prendere un po' di brani dalle varie release delle band del proprio roster, metterli insieme, e fare una bella doppia raccolta di brani già editi, ma alla Code666 questo non bastava, e hanno assemblato un doppio CD contente sì brani già editi, ma tutti rimasterizzati per l'occasione (e dici poco...), più una nutrita serie di unreleased tracks (esattamente 12 su 24 canzoni presenti!!!). Fra queste unreleased tracks fanno capolino anche 2 anticipazioni, ossia "Digital Goat Mask" degli Aborym (qui ancora in rough mix, ma fa già dannatamente male!) e un'anticipazione del nuovo album dei Manes, qui presenti con "Redeemer". Per quanto riguarda le altre tracce inedite abbiamo i Void Of Silence con "The Undead Overture" e "Undead Manifesto", i Thee Maldoror Kollektive con "HOD (Sounds For Un-Masses)", gli Enid con "Exemption", i Negura Bunget con "Vazduh", i Rakoth con "L'Honglath (Facing The Clam)", gli Unmoored con "Cinders Veil", gli Atrox con "Dead End" e ancora gli Aborym con "Love The Death As The Life RMX" (RMX Version). Non sto a soffermarmi su ogni singola traccia, in quanto credo proprio che i gruppi sopracitati non abbiano bisogno di presentazione e poichè sono sicuro che, chiunque sia appassionato di queste band, avrà già capito che questa raccolta non la si può perdere. Per tutti gli altri consiglio lo stesso questa raccolta, in quanto un'ottimo modo per entrare in contatto con molte realtà estreme di grande valore, di cui buona parte italiane.

Babylonmagazine
Voto: 8 (Riccardo Maffiodo)
 
This one from Code666 is maybe the best label compilation I’ve never listened to! Starting from the luxurious package, ending with the cd-rom part, contained in the second cd, with photos, bio, info about every band from the label, many exclusive mp3 tracks (with, among others, an Aghora gig) and an awesome video from Negura Bunget, the Romanian band lately released its masterpiece always on Code666. All the bands have been involved in a much more felt way than usual compilation, in fact, many of them are featured here with exclusive and unreleased tracks. The already released songs have been anyway remastered, although they aren’t so different than original ones. Going on the song by song route, there are 24 songs in 2 cd’s; apart the remastered tracks (already, as said, featured in previous albums) we have Void of Silence that have composed the intro and the outro with two exclusively tracks, Aborym with a remixed version of “Love the Death as the Life”, Diabolicum and Bloodshed both with remastered rare tracks; Thee Maldoror Kollective, Enid, Negura Bunget, Rakoth, Atrox, Handful of Hate with unreleased and exclusive songs absolutely worthy; moreover this, Unmoored, Aborym and the norwegian cult band Manes, propose an advanced track from the new album. I can only recommend this double-cd to everyone want to make a better picture about the work of one of the most promising and interesting label in the metal scene.
(Tragenda)
 
Ob Italien ein Metal-Land ist? Keine Ahnung. Offensichtlich scheint es da aber Leute zu geben, die sich für die härtere Gangart in der Musik interessieren. So sehr sogar, dass sie ein eigenes Label gründen, welches auf den wunderschönen Namen Code666 getauft wurde ("Nachtijall ick hör dir trapsen").

Auf der vorliegenden CD befinden sich insgesamt fünfzehn Bands und 26 Titel. Womit geklärt wäre, dass die Benutzung zweier Silberlinge voll in Ordnung geht. Was erwartet nun aber den Konsumenten auf selbigen? Also auf jeden Fall keine Langeweile. Das Spektrum reicht von Death bis Black, von Folk bis hin zum Gothic Metal. Wobei schon lustig ist, wie die Bands ihren Stil selbst bezeichnen: Metallic Fantasy Art (Enid), Primitive Transsylvanian Metal (Negura Bunget) oder Rakoth Metal (Rakoth). Wie auch immer man die einzelnen Spielarten benamsen will, grundsätzlich ist keines der Stücke für Die Hard-Puristen geeignet. Da werden innerhalb fetter Agro-Trashorgien Synthiemelodien eingespielt und Samples, da beginnt ein Stück mit Geige und Flöte, fette Technobeats beharken sich mit Gitarrenriffs oder der Gesang schlägt von Crawls in fast Red Hot Chilly Peppereske Intonation um.

Auch bei den Heimatländern der Interpreten ist Vielfalt statt Eintopf angesagt: Australien, Italien, Schweden, Norwegen, Rumänien, USA, Deutschland and so on. Code666 steht offensichtlich für Abwechslung, obwohl ein bisschen weniger Beliebigkeit vielleicht besser gewesen wäre. Manche Stücke erscheinen im Zusammenhang der Compilation als ziemlicher Wirr-Sing-Kohl. Aber Geschmack ist ja bekanntlich Geschmackssache und solange die Labelmacher hinter ihrer Mucke stehen, ist alles i.O. Witzig ist die Idee, die Stücke ineinander übergehen zu lassen, nett auch die Zugaben als mp3 und das Negura Bunget-Video.

Ob die Zukunft des Metals in Italien liegt, sei einmal dahingestellt, einige neue Impulse werden aber sicher von hier ausgehen.

(gothicworld.de)
 
Come recita l’interno del booklet di questo doppio cd, in genere le compilation non sono interessanti, essendo spesso una semplice mossa promozionale tesa a mostrare la “merce” che si vende. Ma qua già l’intento è diverso in quanto praticamente siamo di fronte ad una vera e propria soundtrack di quella che considero la migliore etichetta italiana, per qualità e professionalità in tutto quello che fa. Da dove comincio? Vogliamo parlare della splendida copertina in stile locandina cinematografica? Di certo una delle più belle e originali copertine che abbia mai visto e che rimanda al “Bates Motel” di Psycho…il che la dice lunga su quanto presente su questi due dischetti. Tutto il magnifico rooster dell’etichetta è presente al gran completo con una valanga di songs inedite, rimasterizzate, demo e rarità d’ogni sorta. Una miniera senza fondo per chi è un seguace accanito della label. Essendo nell’impossibilità di soffermarmi sulle singole prestazioni di tutte le bands presenti voglio solo citare che la soundtrack si apre e si chiude con due inediti dei Void Of Silence (oltre ad una song già edita) e restando in tema italico non si può non citare gli Aborym (con un remix inedito e un anticipo del nuovo disco), i Thee Maldoror Kollective (due songs di cui una inedita) e perfino i newcomer Handful Of Hate con un inedito. Ma i pezzi inediti toccano anche gli Enid, i Negura Bunget, i Manes, i Rakoth, gli Unmoored e gli Atrox. Ma non mancano pezzi rimasterizzati o rari di Diabolicum, Bloodshed, Ephel Duath, Aghora e Abortus. Il tutto è d’altissima qualità. Pensate sia finita vero? Allora non avete nemmeno idea di cosa siano stati capace di creare alla Code666…sul secondo disco c’è una, a dir poco, succulenta traccia multimediale curata dal guru Twan Sibon, dalla grafica eccellente e curatissima. Cosa ci troverete? Oltre ai contatti con l’etichetta, ci sono svariate sezioni: in una troverete i contatti e le bio di tutte le bands del rooster complete di foto, in un’altra troverete l’esclusivo video di “Vazduh” dei rumeni Negura Bunget girato tra le foreste e le montagne transilvane, nella parte audio c’è una caterva di mp3 ovvero l’intero set live (5 songs) tenuto dagli Aghora con la nuova formazione al Culture Room Club in Florida, una promotrack degli Unmoored, una demo dei Bloodshed e un remix esclusivo degli Ephel Duath. Pensate sia finita? Non ancora! E sapete perché? Perché nella parte multimediale c’è anche un giochino nascosto e difficile da scovare. Quelli dell’etichetta assicurano che sia anche difficile da risolvere e appunto sfidano il primo che riuscirà a scovarlo e a risolverlo a contattarli. In premio c’è un abbonamento a tutte le passate, presenti e future releases dell’etichetta direttamente e gratuitamente a casa vostra. Cosa volete di più? Sono contrario alle ordinarie compilation ma stavolta siamo di fronte a qualcosa di eccezionale. Mettete pure mano al portafogli senza nessuna remora. Io intanto continuo a scervellarmi per trovare quel maledetto giochino….


VOTO: 10 S.L.
(Metal Shock)
 
Questa compilation, volenti o nolenti, è già entrata nella storia... come quelle raccolte di culto che ci si tramandano da appassionato ad appassionato, cercate disperatamente nei mercatini o ordinate ad improbabili mailorder underground. In questo caso non c'è bisogno di fare particolare fatica, basta andare dal vostro negoziante ed acquistare una copia di "Better Undead Than Alive" e vi assicuro che non ne resterete delusi! Le canzoni sono presentate con un unico filo conduttore, tutte unite tra loro, e anche in questo caso è evidente l'impegno della Code666 a non raffazzonare esclusivamente una pletora di canzoni qualsiasi buttate nella mischia per tirare su qualche soldo. Oltretutto l'enorme eterogeneità dei pezzi rende la ricerca di questo filo conduttore una specie di impresa, che giudicherei quasi riuscita a parte qualche raro episodio. Il primo cd parte con un'intro dei geniali Void Of Silence, un gruppo malefico ed inquietante, seguita a ruota da "Digital Goat Mask" degli Aborym, contenuta nell'ultimo fortunato album, uno dei pezzi più belli mai composti dal gruppo romano anche grazie al prepotente ingresso dei synth nella parte centrale. Si continua con i rumoristi Diabolicum, forse un pò più "canonici" rispetto al combo di casa nostra, se di canonicità si può parlare vista l'aura disturbante dell'intero pezzo. Anche i Thee Maldoror Kollektive, forti della loro nuova pelle e del successo di "New Era Viral Order", si presentano con un inedito all'altezza della produzione, sempre con il loro stile potente e infetto. Seguono i russi Rakoth, con il loro sound primitivo ed epico, carico di emozioni e tradizioni della loro terra, e i Bloodshed, uno dei pochi pezzi che non ho gradito all'interno della raccolta. Non è brutto - intendiamoci - ma sicuramente non è all'altezza delle band che l'hanno preceduto. I Negura Bunget sono una delle creature più misteriose dell'etichetta italiana, il cui ultimo album appena uscito mi era sembrato un lavoro ambizioso e anche un pò difficile da digerire in sede di recensione. Il pezzo qui contenuto è più incisivo, ed è anche un lieve ritorno alle sonorità pre-"n' Crugu Bradului" (da segnalare che nel secondo cd ne è presente anche un bel video girato in Transilvania). Si continua con gli Enid, un gruppo interessante che assolutamente non conoscevo, penalizzato un pò dalla qualità sonora abbastanza inferiore rispetto alle altre band. Gli Handful Of Hate sono l'altro gruppo leggermente sottotono, e anche in questo caso si può solamente parlare di buon pezzo, niente di fondamentale. La stessa cosa non si può invece dire di "Embossed" degli Ephel Duath, una song intricata, piena di layers e di campi di tempo e di atmosfera... davvero un esperimento ben riuscito! Fino ad arrivare ad una delle mie band preferite: gli immensi Aghora! Che sono qui presenti con una rimasterizzazione di "Immortal Bliss" nettamente inferiore all'originale, nonostante il sound del gruppo sia sempre lo stesso, e che sound direi!! Geniale questa band, attesa tra poco con un nuovo fantastico lavoro. Gli Atrox sono un'altra anima scintillante della Code666, con il loro schizo-metal presente in due pezzi, di cui il secondo "Dead End" guadagna per me nettamente il fregio di migliore canzone del lotto, con il suo urlo disperato e l'accostamento più incisivo che abbia mai sentito di due voci femminile e maschile. Anche gli Aborym, i Diabolicum, i Thee Maldoror Kollektive e altri sono presenti con più di un pezzo nel secondo cd quindi è inutile continuare nel track-by-track... ci tengo solo a sottolineare l'ottima prova dei sottovalutati Manes e a ricordarvi ancora una volta che questa raccolta VA COMPRATA! Per lo meno per premiare la Code666 per un lavoro così sincero e ben ispirato, un insieme di pezzi inediti, rimasterizzati, remix, tracce rare che per la prima volta mi da l'impressione di non essere assolutamente una mossa commerciale. Sono contento per l'etichetta italiana, che ha sempre saputo osare, proponendo band originali, underground, fuori dagli schemi, all'avanguardia, gruppi di nicchia che per la loro complessità rappresentano un rischio dal punto di vista delle vendite. E' proprio questo che fa della Code666 un'etichetta da supportare e di cui andare fieri qui in Italia e all'estero!!


Voto: 8/10
Alessandro 'Ripe' Riperi
EUTK
 
Iniziativa lodevole in casa Code666. Raccolta doppia e manifesto musical-teoretico per una delle label più attente ed interessanti del Bel Paese.
La colonna sonora di una casa discografica; dichiarazione d'intenti di un modo particolare del fare/essere/promuovere musica.
Detto che volenti o nolenti il rooster della Code è uno dei migliori nell'ambito italiano, per qualità, lungimiranza e coraggio, bisogna anche sottolineare l'intelligenza del proporre al pubblico non la solita odiata compilation promozionale, ma un prodotto effettivamente interessante anche per i non addetti ai lavori. Per questa ragione, le tracce incluse nei due cd sono frutto di remix, rimasterizzazioni, demo track, inediti -magari composti esclusivamente per questo album e così via. Un plauso in questo senso è giustamente dedicato ai disturbanti Void Of Silence che, con le oscure litanie di "The Undead Overture" e "Undead Manifesto", rispettivamente aprono e chiudono la raccolta, fornendo così anche un senso di unitarietà al tutto.
Le novità sparse sono in primis i Thee Maldoror Kollective che con l'inedito "HOD (Sound for Un-Masses)" ci regalano una delle migliori tracce dell'ultimo "New Era Viral Order"; traccia che sull'album in questione non è presente, ecco. A seguire l'immensa sorpresa dei Manes che con "Reedemer" ci rendono testimoni di una trasformazione radicale che ha portato i nostri a costruire una meravigliosa canzone di pop progressivo dai rintocchi drum n' bass ed elettronico-sinfonici. Graditissimi.
Ancora, gli inediti degli Atrox, le tracce demo del nuovo album degli Aborym, le orchestrazioni black metalliche dei Rakoth, i remix degli Ephel Duath, tutto atto a riconsiderare l'idea stessa di label e di stile ad essa associata.
Lavoro dotato di personalità ed intelligenza, vi invitiamo a seguire attentamente l'operato della label -anche in chiave futura (chi ha orecchie etc.).

ps.nel secondo disco è presente una traccia multimediale con informazioni esaurienti ed un giochino nascosto la cui soluzione permette ad un singolo vincitore di essere rifornito a vita di prodotti Code666. Non è facile, ve l'assicuro

(www.hmportal.it)
 
A massive double-cd making a balance of Code666's increasing rooster, expanding from black metal to various fields of undeground extreme music. Definitely not the usual cheapo label sampler with ultra-known tracks and mediocre packaging, "Better undead than alive" comes with lavish booklet (the Code666 guys seem to be heavy into Lynch and old noir movies), a multimedia section on disc 2 with cd-rom information on all artists, a Negura Bunget video and a full Aghora live set on mp3 format. What's more, every project is represented with a remastered album track and one or two exclusive unreleased tracks. Thus, lots of stuff to sink your teeth into - even a devote label fan will find several motives of interest in this. As for the music, Aborym (with a techno remix of "Love the death as the life"), Diabolicum and Ephel Duath offer excellent examples of their bastard hybrids of black metal and electronic paranoia; along the same lines are the brilliant tracks by Void of Silence (more dark-industrial) and Thee Maldoror Kollective (crazy extreme post-metal/electronic assault). More extreme metal, minus the electronics, by Handful of Hate (great old-school BM), Negura Bunget, Atrox and Abortus; a kind of folk-epic-metal for Enid. Manes have allegedly shifted from their "true Norwegian black metal" to a kind of electro-EBM-d'n'b-wave... the label quotes Radiohead, Kathatonia and Aphex Twin as possible paragons, I'm just quite puzzled. I'll let you discover the rest of the sampler, just visit the Code666 site and you'll find all info you need. A shame there are no tracks by Nordvargr, since his recent cd co-released with Eibon was very good black ambient. Anyway, an impressive "business card" from a passionate and professional label.
Review by: Eugenio Maggi
ID # 613
(chainDLK)
 
L'intérêt d'une compilation est parfois bien limité, souvent réduite à un simple collage des meilleurs singles que possède un label, son seul attrait réside en la promotion directe d'une grande partie du catalogue, du dit label. Code666 voit les choses différemment et s'est attaqué à la conception de cette compilation avec pour seul but de ravir les die hard fans ! C'est donc un double cd, magnifiquement enveloppé, qui vous fera sûrement craquer si vous êtes fans du catalogue du label Italien. Tout le contenu des deux cds n'est que matériel inédit ou rare, que ce soit des versions remasterisées, ou simplement des titres introuvables autre part. La part belle est faite, bien évidemment, au black avec les groupes tels qu'Aborym, Rakoth, Negura Bunget ou encore Diabolicum. Mais l'on trouve également des surprises du côté d'Aghora, et d'un nouveau venu, Atrox. Le produit est très bien finalisé, que ce soit par les morceaux de Void Of Silence qui introduisent et concluent à merveille les heures d'écoutes disponibles sur ces deux galettes, ou la plage multimédia du second cd qui s'affiche comme la cerise sur le gateau. Offrant vidéo et mp3, cette plage multimédia sera surtout le trésor des fans d'Aghora, qui n'ont plus qu'à se ruer sur ce cd, car c'est le seul endroit où ils pourront bénéficier d'un live de ce groupe si spécial. Merci à ce label qui ne tombe pas dans la production de l'objet purement commercial.

[font=Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif]Fab' [/font]

8.5
noiseweb
 
Aa.Vv.: Better undead than alive (2CD - Code 666, 2003). Davvero ricca e curatissima questa doppia compilation uscita per la label nostrana Code 666: nei due cd ci vengono presentate tutte le band che incidono per questa etichetta, e chi la conosce un po’ sa già che le sue proposte sono quanto mai varie e inusuali. Si va dall’industrial/ritual metal dei Thee Maldoror Kollective al pure black di Diabolicum e Negura Bunget, passando per l’experimental gothic dei norvegesi Atrox e il bizarre metal dei russi Rakoth. La cosa interessante è che i pezzi di entrambi gli album sono collegati l’uno all’altro in modo da costituire due lunghissimi brani (uno per cd), questo perché nelle intenzioni della Code 666 c’era la volontà di creare una sorta di “colonna sonora” che rappresentasse al meglio lo spirito della label. L’idea si è rivelata assolutamente vincente dato che dà un tocco di originalità a questo compilation, inoltre è soltanto uno tra i tanti aspetti positivi che la contraddistinguono: tanto per cominciare dirò che contiene molto materiale inedito (registrato esclusivamente per questa release) oltre a materiale già uscito che però è stato rimasterizzato, in più vi troverete una traccia multimediale contenente foto esclusive delle band, informazioni di ogni tipo, una performance live degli americani Aghora, un video dei già citati N. Bunget (girato nei Carpazi!) e molto altro ancora. Tra le unreleased tracks vi segnalo in particolar modo quelle di Manes, Aborym, Atrox, Thee Maldoror Kollective e Void of Silence, tutti gruppi molto diversi l’uno dall’altro ma ugualmente validi per quanto riguarda la proposta musicale. Un acquisto consigliatissimo a coloro che vogliono allargare i propri orizzonti musicali! (Grendel)
Ver Sacrum
 
Ich war schon seit Weihnachten gespannt wie ein Flitzebogen auf den neuesten Output der transsylvanischen Schwarzheimer; schließlich wurde mir das Teil von Bandkopf Negru monatelang via Mail schmackhaft gemacht ...
Die Besprechung der letzten CD von NEGURA BUNGET begann mit den Worten ‚Schwer, sehr sehr schwer ...’. Das trifft die Musik auch diesmal wieder voll und ganz. Wenn man möchte, kann man die Mucke als Doom Black Metal bezeichnen; das trifft es aber auch nicht wirklich. Eigentlich ist das, was die Rumänen hier zelebrieren, ein eigener Stil ... hört es euch selbst an – also mir fällt auf Anhieb keine Band ein, die mit NEGURA BUNGET auch nur ansatzweise vergleichbar wäre – vielleicht höchstens ein Mix aus IRON BUTTERFLY („In-A-Gadda-Da-Vida“), sehr frühen BATHORY („The Return“), frühen VOIVOD, CROWBAR und NEUROSIS.
Das Opus ist sauber und übersichtlich auf vier Stücke verteilt, die schlicht und einfach ‚I’, ‚II’, ‚III’ und ‚IV’ heißen (deshalb habe ich mir diesmal die Tracklist gespart).
Fangen wir mit ‚I’ an: Verträumtes melancholisches Intro, welches den Hörer daran erinnert, daß es sogar in Europa noch völlig unberührte Regionen gibt, welche empfindsame Seelen zu Stücken wie dem vorliegenden inspirieren – Negru hat mir oft enthusiastisch von dem Reiz der rumänischen Wälder berichtet. Das Stück verwandelt sich vom romantischen Waldsehnsuchts-Soundtrack unmerklich in eine langsam, aber unmittelbar vorrückende Dampfwalze und dann hin zu purer Raserei.
Stück ‚II’ – same procedure: Seltsame Keuchgeräusche gepaart mit industrialartigen Klängen werden sehr schnell von einem tonnenschweren Riff abgelöst. Das so entstandene Duett wird schnell zum Trio durch an frühe VOIVOD („Dimension Hätröss“) erinnernde sehr sperrig klingende Gitarren – das hat schon Klasse. Akustischer, sehr stimmungsvoller Mittelteil – man sieht förmlich ein Rudel Wölfe in die Abendröte aus dem Wald heraustreten – wobei Hypogrammos eine Art beschwörerischen Sprechgesang intoniert, um sich dann wieder in ein heidnisches Ritual hineinzusteigern. Spätestens hier fällt auf, wie gekonnt die Protagonisten das Mittel des nahezu unmerklichen Tempus-Wechsels einsetzen, um damit wirklich abwechslungsreiche Stücke zu schaffen.
Die beiden anderen Tracks können dieses Niveau locker halten und bieten ebenfalls eine sehr breite Palette melancholischer schwarzer Tonkunst, ohne jedoch zu klingen wie ‚I’ und ‚II’. Alle Stücke haben ihren ureigenen Charme, erzählen eine Geschichte – ich muß Negru mal um die englischen Texte angehen – und bieten auch beim zehnten Durchhören noch Neues. Stück ‚IV’ wird am Ende dann auch noch psychedelisch – nach drei Minuten wird man aber von einem unfaßbar genialen Bathory-Riff aus dem Trip abrupt herauskatapultiert, um sich dann ganz am Ende wieder in einem Maelstrom aus galaktischen Sternennebeln losgelöst von Raum und Zeit wiederzufinden. Einfach nur seismogenial !!!
Unglaubliche, sich in ihrer Konsequenz über etliche Minuten hin entwickelnde Arrangements, tolle Riffs, engagierter Gesang und ein tonnenschwerer Sound schaffen letztendlich ein Klanguniversum, welches seinesgleichen sucht.
Da Negru das wichtig ist, gebe ich es hier einfach nur unkommentiert wieder:
Die CD ist Tudor Gheorghe gewidmet, seines Zeichens “The one and only carrier of the Romanian spirit“
Fazit: Ein Erlebnis der ganz besonderen Art erwartet denjenigen, der sich darauf einläßt. Da das Teil besser ist als die letzte Platte, Negru aber sicher noch lange nicht den Zenit seines Schaffens erreicht hat – er studiert zur Zeit Philosophie und rumänische Geschichte – zücke ich 9 Pfähle. VLAD WARMASTER hat gesprochen.
(metalglory)
9 Punkte von WARMASTER am 13.03.2003
 
Chronicle of Chaos
Various - _Better Undead Than Alive_

(Code666, 2003)

by: Pedro Azevedo (8 out of 10)

Here's a new concept: a label compilation that's really interesting for the average listener. That's what Code666 have worked hard to produce with this _Better Undead Than Alive_ double CD. Throughout the compilation, all the tracks have been merged together to create a continuous flow, and the songs themselves were chosen not only with a view to represent each band's sound but to fit the overall mood of the compilation as well. The material on offer can be divided intro three kinds: remastered album tracks, unreleased advance tracks and exclusive compilation tracks. The two CDs feature a total of 24 songs, ranging from one to three from each of the following bands: Void of Silence, Aborym, Diabolicum, Thee Maldoror Kollective, Rakoth, Bloodshed, Enid, Negura Bunget, Handful of Hate, Ephel Duath, Aghora, Atrox, Manes, Unmoored and Abortus. There is little point in examining each of the bands individually on this review, as most of them have either already been reviewed in CoC or are likely to be at some stage. The mood is generally dark, leaning mostly towards more-or-less technological black metal (Aborym, Diabolicum, Thee Maldoror Kollective and, with a major doom component, Void of Silence), but remains varied while trying to avoid undesirably jarring contrasts. Not that you don't get a few, though -- sandwiching Bloodshed's powerful black/death metal between Rakoth's and Enid's brands of medieval/fantasy heavy/black metal, for instance, could scarcely have had a different result. It is Romania's mystical black metallers Negura Bunget who pick up from there, so you can imagine the contrast with Enid's minstrel-like vocals. Handful of Hate, another ripping black/death act, then precede Ephel Duath's avantgarde black metal in a similarly jarring passage. This is then followed by Aghora's and Atrox's progressive female-fronted material, in a much better flowing sequence that temporarily drags the focus of the compilation away from the darker shades, before Void of Silence close the first CD with their doom/black metal. The second CD's first half is mostly a continuation of the first CD's second half, with more lightweight bands such as Rakoth, Atrox and Enid taking up most of its playing time, in spite of efforts by Thee Maldoror Kollective and Unmoored. From there on, the second CD becomes a lot more like the first half of the first CD (feeling lost yet?), with the darker bands dominating until the end (questionable techno remix of an Aborym track included). Considering that this is a showcase for all the bands on Code666, it is hardly a crime that the label has some variety in its roster, and they clearly did put some care into smoothing these differences as much as possible. Where the compilation further impresses is through the interesting movie-like artwork and layout, and especially its multimedia bonuses. You get well-presented band photos and bio, a Negura Bunget video (which Code666 point out was shot in the Carpathian mountains) and a few MP3 bonuses -- including five Aghora live tracks with reasonable sound quality. Code666 clearly worked hard on this, and they have succeeded in creating an interesting compilation that constitutes a worthwhile purchase for the general public rather than just serving as a promotional tool.


Contact: http://www.code666.net

(article submitted 4/5/2003)